domenica 6 marzo 2011

Semaforo rosso

Rimpiangeremo le acque calde del Tirreno del Sud, quando un terremoto spazzerà via le mie alacri speranze di attesa. 



Nuvole grigie all'orizzonte e crocifissi sulla testa saranno il segno per dire ancora di no. Ogni granello di sabbia rappresenta un atomo infinito a cui aggrapparsi. Pietre colorate nelle nostre scarpe e sassi d'amore pioveranno sulla strada.

E se domani non è festa mi ucciderò. 



I consigli di uno scoglio di rame lucente rappresentano i pensieri su cui riflettere.
 


Abbagliarsi gli occhi e leggere il proprio amore in un seno colorato d'oblio.
L'equipè degli studiosi innocenti ha detto che il futuro è vicino a noi e domani un mondo diverso piangerà le spiagge della solitudine.



Vapori di cloroformio d'addio saranno le armi su cui affilare la propria coscienza e domani si rifletterà sulle strade ferrate l'insipida allegria che avvolge il mio sesso oscurato dall'ombra delle palme.
 


Il sole abbronzerà i miei chicchi di caffè e sul solco cammineranno insetti dalla pancia piena. 
Un macro-fotografo fisserà nella sua memoria d'argento vivo i colori di questa attesa e suderanno gli steli dei fiori.
 

 Un sogno lungo mille chilometri dormirà straniero accanto a me.
 Mettere a fuoco dell'aria è impossibile.  


Di sfocare gli oggetti non se ne parla nemmeno.

Bastia, Corsica, 1982


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